Libri - La vita segreta degli alberi
Un esempio di foresta ancora intatta è il Bosco Monumentale del Sasseto, nei pressi di Torre Alfina nell'alto Lazio
Incontrare un albero non è un'esperienza nuova o sorprendente. Ogni giorno abbiamo modo di incrociarne almeno uno, anche in contesti urbani. Eppure, man mano che ci si immerge nel testo di Wohlleben, la sensazione che si ha è di immergersi in un mondo noto, ma allo stesso tempo sconosciuto.
Lo stupore inizia dalla spiegazione di ciò che avviene nella singola pianta, ma dirompe quando ci si avvicina alla spiegazione di come funzioni il sistema "bosco".
Si crede, per esempio, che gli alberi che crescono isolati abbiano più spazio e possano prosperare meglio, ma poi apprendiamo che in un contesto con tante piante, possono avvenire invisibili e stupefacenti meraviglie che vanno dalla comunicazione, all'apprendimento, fino alla cura e al sostentamento della prole. Non un sistema isolato, ma una rete di radici e miceli, che fungono da collegamento e che consentono al bosco di mantenere i delicati equilibri che garantiscono il perpetuarsi della vita.
Ogni organismo si è evoluto appositamente per essere presente come e quando serve, in un sistema fatto di allerte per un incendio che dilaga, di immagazzinamento di acqua in vista dei periodi di siccità e di assistenza agli individui attaccati da agenti esterni o malati. Tutto trasmesso attraverso messaggi biochimici che trovano la loro sublimazione in una delle attività che sostengono intere catene alimentari, ossia la produzione di zuccheri, nutrienti essenziali per la sopravvivenza della pianta stessa, ma anche di ogni organismo dell'ecosistema di cui fa parte.
L'impossibilità di movimento e l'assenza di un sistema nervoso assimilabile a quello animale, ci potrebbero indurre a pensare che le piante siano da considerarsi esseri viventi poco sofisticati. Questo libro ci porta, invece, alla scoperta delle conoscenze più recenti relative allo sviluppo delle foreste e ci fa guardare a ciò che consideriamo familiare e scontato, come a qualcosa di straordinario. In particolare ci mostra come l'intervento umano spesso riduca la vitalità degli habitat in un modo che ancora non ci è del tutto chiaro e su aspetti che di frequente neanche consideriamo possibili, come la comunicazione che avviene tra i vegetali:
«Nella biocenosi del bosco, non solo gli alberi, ma anche gli arbusti e le piante erbacee, e probabilmente tutte le specie vegetali, a scambiarsi messaggi in modo simile. Se però ci inoltriamo nei campi, le piante coltivate si fanno molto silenziose. In seguito alle pratiche agricole, le nostre colture hanno in larga misura perduto la capacità di comunicare sopra e sotto il suolo. Sono quasi sordomute e diventano perciò facile preda degli insetti: è uno dei motivi per cui l'agricoltura moderna deve ricorrere a tante sostanze spray» (Wohlleben, 2016, 19).
Si crede, per esempio, che gli alberi che crescono isolati abbiano più spazio e possano prosperare meglio, ma poi apprendiamo che in un contesto con tante piante, possono avvenire invisibili e stupefacenti meraviglie che vanno dalla comunicazione, all'apprendimento, fino alla cura e al sostentamento della prole. Non un sistema isolato, ma una rete di radici e miceli, che fungono da collegamento e che consentono al bosco di mantenere i delicati equilibri che garantiscono il perpetuarsi della vita.
Ogni organismo si è evoluto appositamente per essere presente come e quando serve, in un sistema fatto di allerte per un incendio che dilaga, di immagazzinamento di acqua in vista dei periodi di siccità e di assistenza agli individui attaccati da agenti esterni o malati. Tutto trasmesso attraverso messaggi biochimici che trovano la loro sublimazione in una delle attività che sostengono intere catene alimentari, ossia la produzione di zuccheri, nutrienti essenziali per la sopravvivenza della pianta stessa, ma anche di ogni organismo dell'ecosistema di cui fa parte.
L'impossibilità di movimento e l'assenza di un sistema nervoso assimilabile a quello animale, ci potrebbero indurre a pensare che le piante siano da considerarsi esseri viventi poco sofisticati. Questo libro ci porta, invece, alla scoperta delle conoscenze più recenti relative allo sviluppo delle foreste e ci fa guardare a ciò che consideriamo familiare e scontato, come a qualcosa di straordinario. In particolare ci mostra come l'intervento umano spesso riduca la vitalità degli habitat in un modo che ancora non ci è del tutto chiaro e su aspetti che di frequente neanche consideriamo possibili, come la comunicazione che avviene tra i vegetali:
«Nella biocenosi del bosco, non solo gli alberi, ma anche gli arbusti e le piante erbacee, e probabilmente tutte le specie vegetali, a scambiarsi messaggi in modo simile. Se però ci inoltriamo nei campi, le piante coltivate si fanno molto silenziose. In seguito alle pratiche agricole, le nostre colture hanno in larga misura perduto la capacità di comunicare sopra e sotto il suolo. Sono quasi sordomute e diventano perciò facile preda degli insetti: è uno dei motivi per cui l'agricoltura moderna deve ricorrere a tante sostanze spray» (Wohlleben, 2016, 19).
In sintesi il libro costringe lo sguardo ad andare oltre il conosciuto, per esplorare e approfondire i segreti di un mondo di cui sappiamo ancora troppo poco.
Wohlleben P., La vita segreta degli alberi, Macro, Cesena, 2016.
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