Libri - Biofilia. Il nostro legame con la natura
Sono ormai trascorsi venti anni dalla pubblicazione di un testo che ha rivoluzionato il modo di affrontare il tema del rapporto uomo/natura.
La definizione di biofilia, intesa come «la tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali» (Wilson, 2021, 7) è entrata di diritto all'interno dei contesti in cui si studia il rapporto degli esseri umani con i contesti ambientali in cui sono immersi. Quale biologo esperto di ricerca sul campo, l'Autore riesce a trasferire su carta riflessioni, considerazioni e risultati di ricerche, che ci mostrano come il complesso legame che abbiamo con il mondo che ci circonda sia ancora da scoprire. Una connessione che viene indagata sul piano degli studi delle scienze naturali, ma che trova inevitabili interazioni con la letteratura, l'antropologia, la psicologia, la filosofia e molti altri ambiti di studio che afferiscono all'esplorazione del mistero della mente umana e animale.
Uno dei passaggi più interessanti del libro è quello in cui viene spiegata l'ancestrale paura che alcuni primati mostrano verso i serpenti: «la regola insita nel cervello sotto forma di predisposizione a un apprendimento è la seguente: entrare rapidamente in allerta di fronte a qualsiasi oggetto dotato di una gestalt serpentina; apprendete alla perfezione questa risposta specifica, se vi sta a cuore l'incolumità» (Wilson, 2021, 126-127). Il modo in cui alcuni timori, e presumibilmente anche altri tipi di reazioni, sono entrati a far parte del patrimonio di comportamenti automatici su base di apprendimenti legati alla sopravvivenza, sembra essere evidente dal confronto con primati nati e cresciuti in laboratorio. Anche questi ultimi, infatti, pur non essendo mai stati esposti direttamente ai serpenti, reagiscono con allarme a forme e movimenti che ricordano questi rettili. Completamente diversa, invece, la reazione di primati come i lemuri, che, pur essendo parenti primordiali delle scimmie, non sono stati sottoposti a pressioni ambientali che destano allerta: presenti solo in Madagascar questi mammiferi sono a contatto con serpenti di piccole dimensioni o non velenosi. L'assenza di un pericolo reale per la sopravvivenza determinerebbe anche il mancato comportamento di allarme che i lemuri hanno mostrato di fronte agli stessi esperimenti condotti con scimmie asiatiche o africane, che, invece, reagiscono tentando di allontanarsi il più possibile, avvisando i compagni della presenza di un pericolo potenzialmente fatale.
La definizione di biofilia, intesa come «la tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali» (Wilson, 2021, 7) è entrata di diritto all'interno dei contesti in cui si studia il rapporto degli esseri umani con i contesti ambientali in cui sono immersi. Quale biologo esperto di ricerca sul campo, l'Autore riesce a trasferire su carta riflessioni, considerazioni e risultati di ricerche, che ci mostrano come il complesso legame che abbiamo con il mondo che ci circonda sia ancora da scoprire. Una connessione che viene indagata sul piano degli studi delle scienze naturali, ma che trova inevitabili interazioni con la letteratura, l'antropologia, la psicologia, la filosofia e molti altri ambiti di studio che afferiscono all'esplorazione del mistero della mente umana e animale.
Uno dei passaggi più interessanti del libro è quello in cui viene spiegata l'ancestrale paura che alcuni primati mostrano verso i serpenti: «la regola insita nel cervello sotto forma di predisposizione a un apprendimento è la seguente: entrare rapidamente in allerta di fronte a qualsiasi oggetto dotato di una gestalt serpentina; apprendete alla perfezione questa risposta specifica, se vi sta a cuore l'incolumità» (Wilson, 2021, 126-127). Il modo in cui alcuni timori, e presumibilmente anche altri tipi di reazioni, sono entrati a far parte del patrimonio di comportamenti automatici su base di apprendimenti legati alla sopravvivenza, sembra essere evidente dal confronto con primati nati e cresciuti in laboratorio. Anche questi ultimi, infatti, pur non essendo mai stati esposti direttamente ai serpenti, reagiscono con allarme a forme e movimenti che ricordano questi rettili. Completamente diversa, invece, la reazione di primati come i lemuri, che, pur essendo parenti primordiali delle scimmie, non sono stati sottoposti a pressioni ambientali che destano allerta: presenti solo in Madagascar questi mammiferi sono a contatto con serpenti di piccole dimensioni o non velenosi. L'assenza di un pericolo reale per la sopravvivenza determinerebbe anche il mancato comportamento di allarme che i lemuri hanno mostrato di fronte agli stessi esperimenti condotti con scimmie asiatiche o africane, che, invece, reagiscono tentando di allontanarsi il più possibile, avvisando i compagni della presenza di un pericolo potenzialmente fatale.
Comprendere come funzionino alcuni meccanismi nell'apprendimento umano e approfondire i presupposti che regolano i rapporti dell'uomo con il suo ambiente, sembrano essere fattori determinanti per promuovere un'etica della conservazione. Uno degli ostacoli più evidenti, determinati proprio dalla selezione naturale, è che gli individui tendono a pensare in un tempo che è quello fisiologico: siamo capaci di concepire intellettualmente un arco temporale che abbraccia secoli e millenni, ma l'impatto emotivo che segue questa capacità immaginativa non è immediato. Per ottenere una reazione emotiva a eventi a lungo temine e per preoccuparci oggi di ciò che accadrà in un futuro anche molto remoto, la strada da percorrere sembra essere quella di «una dose insolita di educazione» (Wilson, 2021, 163).
Riscoprire il profondo legame che ci connette agli altri esseri viventi, alla natura e al mondo di cui facciamo parte, sembra essere la via maestra per trovare strade sempre più efficaci per prenderci cura della nostra casa.
Wilson E.O. (1984), Biofilia. Il nostro legame con la natura, Piano B Edizioni, Bologna, 2021.
ORME ANTICHE
Educazione Ambientale - Natura - Sostenibilità - Biofilia - Intelligenza Naturalistica - Planetary Health

Commenti
Posta un commento