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Libri - La vita segreta degli alberi

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Un esempio di foresta ancora intatta è il Bosco Monumentale del Sasseto, nei pressi di Torre Alfina nell'alto Lazio Incontrare un albero non è un'esperienza nuova o sorprendente. Ogni giorno abbiamo modo di incrociarne almeno uno, anche in contesti urbani. Eppure, man mano che ci si immerge nel testo di Wohlleben, la sensazione che si ha è di immergersi in un mondo noto, ma allo stesso tempo sconosciuto. Lo stupore inizia dalla spiegazione di ciò che avviene nella singola pianta, ma dirompe quando ci si avvicina alla spiegazione di come funzioni il sistema "bosco". Si crede, per esempio, che gli alberi che crescono isolati abbiano più spazio e possano prosperare meglio, ma poi apprendiamo che in un contesto con tante piante, possono avvenire invisibili e stupefacenti meraviglie che vanno dalla comunicazione, all'apprendimento, fino alla cura e al sostentamento della prole. Non un sistema isolato, ma una rete di radici e miceli, che fungono da collegamento e che co...

Potenziare l’intelligenza naturalistica: le neuroscienze al servizio dell’educazione ambientale

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“La gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura”  - Albert Einstein Che parte della risoluzione del problema ambientale e della promozione di un mondo più sostenibile passi per un processo di progressiva sensibilizzazione dell’umano, sembra un concetto tanto lapalissiano, quanto difficile da mettere in atto. Alcune persone mostrano una naturale propensione verso i temi naturali, mentre altre sembrano essere completamente indifferenti all’argomento. Eppure le ricadute dell’azione umana sull’ambiente sono evidenti e sotto gli occhi di tutti: i cambiamenti climatici sono solo uno dei fattori più preoccupanti, come anche l’inquinamento determinato dalle microplastiche e la distruzione degli habitat che sta portando a una convivenza sempre più problematica tra umani e altri viventi. Meno evidenti sono le ripercussioni che anche noi, come esseri umani, stiamo avendo sia sul piano fisico che psichico (cfr. Proserpi, 2024). Eppure la natura, che è stato il conte...

Noi e l’orso: amiamo veramente la natura?

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Questa domanda ci è venuta a seguito di dibattiti su uno dei temi di più stringente attualità e per molti casi divisivo: la presenza, la reintroduzione e la pericolosità dell’orso in ambienti vicini ai centri abitati della catena Alpina, soprattutto Trentino Alto Adige, e sulla gestione di quella che sembrerebbe per alcuni un’emergenza cui porre rimedio anche con misure drastiche, per altri una sorta di psicosi senza fondamento. Alcune delle osservazioni più rilevanti durante i discorsi sull’argomento sono state poste da  persone che vivono in zone montuose: “avrò il diritto di camminare in montagna con i miei figli senza dover avere paura dell’orso?”,  oppure “un animale estraneo come l’orso può convivere con l’uomo in zone antropizzate?”.  Quindi la natura, in questo caso l’orso, va amato, a patto che stia al suo posto in quanto avvertito come qualcosa di estraneo, sconosciuto, pericoloso. Eppure non è sempre stato così. La storia delle relazioni tra l’uomo e questo ani...

La natura, il tempo e S. Agostino

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N el mondo dell’escursionismo spazio e tempo sono strettamente correlati. Anzi, si può affermare che sia lo spazio ad essere i l protagonista principale delle nostre interazioni con la Natura. Più che lo spazio, potremmo dire la distanza. Quando si conduce un’escursione, un dato imprescindibile per l’utenza è: "quanti chilometri   p ercorreremo?" . Un dato che si dovrebbe fornire con una certa reticenza . L'informazione del chilometraggio è spesso un feticcio anche per escursionisti esperti e navigati, nonché di tantissime associazioni più o meno importanti che navigano nel mare magnum della natura. Ma siamo sicuri che quantificare lo spazio, la distanza abbia veramente valore nel contesto naturale? La predominanza dei chilometri ha in qualche modo fatto la sua scalata insieme all’affermarsi dei navigatori satellitari, siano essi strumenti specifici o applicazioni sullo smartphone. Prima di questi c’erano (e ci sono ancora, per fortuna), le mappe. Non sta remo  qui a rib...