Come la vita sedentaria peggiora la nostra esistenza

Che passare molto tempo in modo sedentario non sia il massimo per la salute lo sappiamo ormai tutti. Lunghe ora inattive creano tantissimi disturbi fisici, di cui mal di schiena, perdita di elasticità articolare, indolenzimento dell’apparato cervicale, emicrania e problemi di postura sono solamente i sintomi più noti e facili da sperimentare. Le lunghe ore davanti al PC per lavoro, le lunghe ore davanti alla TV o alle consolle nei tempi di riposo contribuiscono sensibilmente ad un deterioramento della salute generale e facilitano l’insorgere di una serie di problematiche fisiche di cui dovremmo essere più o meno tutti ampiamente informati. Nulla di nuovo, quindi. E allora perché scriverne ancora su? Beh innanzi tutto perché il fatto che lo sappiamo non significa che conosciamo anche come contrastare il problema. In secondo luogo perché gli studi più recenti hanno messo in luce molti altri fattori che dipendono in maniera più o meno diretta dal nostro stile di vita sedentario e che non ricadono solamente sulla sfera fisica: in particolare ci riferiamo a due relazioni specifiche che intercorrono tra lo stile di vita sedentario (in particolare la seduta prolungata) e una serie di cose poco simpatiche cui andiamo incontro.

In primo luogo un recente studio pubblicato sul sito del Dipartimento della Salute Americano ha messo in luce che esiste una ragionevole evidenza per una probabile relazione di casualità tra le abitudini sedentarie e le cause di mortalità generale. In pratica si è riscontrato che le abitudini sedentarie (tempo seduti con basso dispendio di energie) sono associate a effetti deleteri per la salute: in presenza della medesima patologia, chi conduce uno stile di vita sedentario, ha più possibilità di decedere (Biddle S.J.H. et al., 2016). Gli effetti negativi dell’inattività hanno influenze negative anche sul nostro cervello. Recentemente i ricercatori della UCLA hanno reclutato 35 persone di età compresa tra i 45 e i 75 anni chiedendo loro circa il livello di attività fisica e il numero medio di ore al giorno trascorse seduti a settimana. I volontari erano provvisti di uno scan MRI ad alta risoluzione in grado di fornire uno sguardo dettagliato sul lobo temporale medio (MTL), la regione del cervello deputata alla formazione di nuove memorie. Incrociando i dati i ricercatori hanno potuto dimostrare che una condotta sedentaria è un indicatore significativo dell’assottigliamento del Lobo Temporale Medio (Siddarth et al. 2018). E’ un dato importante, perché l’assottigliamento dell’MTL può essere precursore del declino cognitivo e della demenza negli adulti di mezza età o anziani. La nota preoccupante è che l’attività fisica, anche ad alti livelli non è sufficiente per compensare gli effetti dannosi di sedere per lunghi periodi. Insomma in quest’ottica non basta andare spesso in palestra se poi passiamo il resto della giornata seduti.

Quindi? Sappiamo bene che la maggior parte di noi, per vari motivi è “costretto” a passare gran parte del giorno in condizione di sedentarietà. Come possiamo contrastare gli effetti negativi di uno stile di vita quasi obbligato?

In realtà in un recente articolo pubblicato sul portale The EvoMov (cfr. www.theevomov.com) viene chiarito che in un gruppo di cacciatori – raccoglitori (quindi teoricamente gente molto più attiva di noi), il tempo speso in modo sedentario è simile a quello riscontrato nelle popolazioni industrializzate. La grande differenza è che nelle popolazioni “tradizionali” il tempo di inattività è spesso impiegato in posture come l’accosciata (squat profondo), che presentano alti livelli di attività muscolare rispetto alla comune posizione di riposo/lavoro sulle sedie cui siamo abituati. La seduta sulla sedia è una postura in cui il peso corporeo è sostenuto dalle natiche e dalle cosce, mentre lo squat è una posizione in cui il corpo viene abbassato attraverso una piega profonda del ginocchio. Tale posizione, oltre ad essere associata ad un più alto dispendio energetico, in effetti incrementa la mobilità articolare e la forza.

Il problema dell’inattività sembra essere, quindi, da un punto di vista evolutivo, più che altro legato alla postura assunta, troppo passiva. L’attività fisica di certo aiuta, ma non basta e visto che spesso siamo costretti in ufficio ad utilizzare le sedie, una soluzione per mitigare i danni dell’inattività sarebbe quello di utilizzare posizioni di riposo attivo, almeno nei momenti di relax (guardare la TV, leggere).

Abbiamo parlato dell’accosciata, che è solamente una delle tante posizioni che si possono utilizzare. Anzi, è proprio la possibilità di variare posizione (a differenza della seduta su sedi) ad aggiungere livelli maggiori di mobilità articolare e forza muscolare. Se l’accosciata può risultare molto scomoda all’inizio per molti di noi (anche se è ancora molto comune in Asia e Africa), altrettanto funzionali si rivelano il sedere a terra in varie posture. Insomma non solo la quantità, ma a maggior ragione la qualità della nostra posizione di riposo può impattare in maniera sostanziale e a vari livelli sulla nostra salute.


Le Buone pratiche

Chiudiamolo quindi questo cerchio. Per proteggerci dagli effetti nefasti dell’inattività, abbiamo a disposizione alcune strategie che possono essere messe in pratica da (quasi) tutti.


  • Fare sport e attività fisica vincendo la pigrizia;

  • Evitare sedute prolungate sulla sedia;

  • Preferire posizioni di riposo differenti quali squat profondo, seduta a terra, in ginocchio;

  • Variare spesso posizione (gambe incrociate, laterale, frontale etc.);

  • Trovare il tempo di fare pause dalla seduta per brevi momenti di moto/mobilità;

  • Esplorare nuovi movimenti.




Biddle S.J.H. et al., Too much sitting and all-cause mortality: is there a causal link?, BMC Public Health 16 (2016) 1, 635.

Siddarth et al., Sedentary behavior associated with reduced medial temporal lobe thickness in middle-aged and older adults, 13 (2018) 4, Sedentary behavior associated with reduced medial temporal lobe thickness in middle-aged and older adults | PLOS ONE.


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